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Il rito del matrimonio civile sarà per i futuri sposi una scelta nel caso in cui entrambi non posseggono una credenza cattolica e quindi non considerano il matrimonio come un Sacramento ma esclusivamente un contratto civile. A volte però la scelta diviene obbligata quando almeno uno dei futuri coniugi proviene da precedenti nozze celebrate in Chiesa e non annullate dalla Sacra Rota. Secondo il Codice Civile il matrimonio è quindi un atto giuridico solenne tra un uomo e una donna, in capo ai quali sorgono una serie di diritti e doveri di natura personale e patrimoniale a cui sono reciprocamente vincolati. Con la riforma del diritto di famiglia, avvenuta nel 1975, è stata ribadita l'assoluta parità dei coniugi in ordine ai suddetti diritti e doveri. L’iter burocratico relativo al rito civile, che è stato reso notevolmente più snello in seguito alle autocertificazioni introdotte dalla riforma Bassanini, inizia due o tre mesi prima della data prevista delle nozze, quando voi, futuri sposi vi recherete all’Ufficio di Stato civile di uno di voi due per fare la richiesta di pubblicazioni. I documenti da consegnare in questa occasione sono i seguenti: - - l’atto di nascita;
- - il certificato contestuale ad uso matrimonio da richiedere al comune di residenza, in cui sono indicati cittadinanza, stato civile e residenza anagrafica;
- - il congedo militare, se il futuro sposo non ha ancora 26 anni;
- - sentenza di divorzio, nel caso in cui uno dei futuri sposi è divorziato;
- - certificato di morte del coniuge, nel caso in cui uno dei futuri coniugi è vedovo o vedova.
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L’Ufficiale di Stato Civile che ha preso in carico la documentazione si occuperà dell’elaborazione della pratica e una volta accertato che nessuno dei due è in corso di matrimonio con una terza persona, vi contatterà per fissare insieme la data in cui dovrete prestare il giuramento di matrimonio. Dopo tale giorno le pubblicazioni saranno affisse presso i comuni di residenza di entrambi per un periodo di otto giorni comprese due domeniche. Trascorso il tempo previsto l’Ufficiale di Stato Civile, se non ha avuto alcuna opposizione, rilascia il nulla osta, con cui dichiara che non ci sono impedimenti di natura civile alla celebrazione delle nozze. Il matrimonio dovrà essere celebrato entro 6 mesi dal termine delle pubblicazioni; oltre tale periodo i documenti prodotti perdono la loro efficacia.
Arrivato il gran giorno, sarà l’Ufficiale di Stato Civile, normalmente il Sindaco, ad officiare la celebrazione, in realtà molto breve e concisa: l’Ufficiale chiederà ad ognuno il consenso al matrimonio e vi dichiarerà marito e moglie; al termine darà lettura degli articoli 143, 144 e 147 del Codice Civile (vedete la rubrica IL RITO), per ricordare i diritti e gli obblighi che i novelli sposi si sono assunti con un semplice “SI”.
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